| Per verificare questa
ipotesi riteniamo di dover seguire questo schema di lavoro:
- sospendere ogni contatto con la Solanina da parte dello
psoriasico e verificare la evoluzione delle lesioni cutanee, in assenza di qualsiasi
trattamento, dopo aver fissato, mediante descrizione e fotografie, la situazione obiettiva
prima del provvedimento;
- documentare il contenuto di Solanina nel plasma e nelle
urine e, quando possibile, nei tessuti, soprattutto epatico, prima dellinizio del
provvedimento di cui al punto A. e in tempi successivi.
Per ottemperare al punto A. occorrerà:
- evitare di introdurre Solanina per qualsiasi via. A questo
proposito bisogna ricordare che la famiglia delle Solanacee appartenente allordine
delle Tubilfore, comprende 85 generi, con circa 2000 specie, ad ampia distribuzione dalle
zone tropicali alle temperate-fredde.
Tra queste specie, oltre a quelle più
familiari già indicate, anche Atropa Belladonna, dalla quale si ricava latropina, e
con la quale si prepara la tintura di belladonna, il giusquiamo dal quale si ricava
lomonima tintura e così dicasi per la dulcamara, tutti vegetali noti da secoli da
tutte le farmacopee e impiegati da tutti i popoli, mediante preparazioni ufficiali e
ufficiose sia farmaceutiche che erboristiche.
E non è ancora sufficiente, parti edibili
di Solanacee comuni come pomodoro e, soprattutto, patata, sono occasionalmente (pomodoro)
o sistematicamente (patata) utilizzate come mangimi per gli animali che sono impiegati
nella alimentazione umana; nel caso delle vacche da latte anche il latte medesimo.
Dalle patate si ottiene anche la fecola,
sostanza amilacea avente natura, caratteristiche e composizione come lamido dal
quale si distingue per provenienza e per lirregolarità dei granuli, largamente
usata nel campo alimentare, per la produzione di glucosio e per la preparazione
dellalcool per alimenti.
Poiché lestrazione della fecola si
esegue riducendo in poltiglia nellacqua i tuberi e i fusti o i sottoprodotti delle
patate (pelatura delle stesse) e poi setacciando il liquido che trasporta con sé i
granuli damido, mentre il tessuto cellulare che li racchiude viene trattenuto, è
evidente che la fecola può contenere buone quantità di Solanina che poi va a contaminare
vari cibi; ad esempio si utilizza lo scarto della pelatura delle patate ottenuta a 14 Atm,
a 200°C, per 30 secondi, per lallevamento di bovini e, senza la buccia, per
lallevamento dei suini.
Patate e conserve di pomodoro, melanzane e
peperoni sono utilizzati molto frequentemente nella preparazione di piatti più o meno
complessi, sempre più accetti nella consumazione di piatti veloci.
Tutti i sottoprodotti di queste Solanacee
sono recuperati per la produzione di mangimi, disidratati per la lunga conservazione, e
somministrati anche ad altri animali in allevamento in batteria destinati alla
alimentazione umana. La Solanina passa quindi nella catena alimentare delluomo
specie quando, per l'alterazione dei tuberi si ritiene che le patate non siano da
destinare alla alimentazione umana, ma alla produzione di mangimi.
- Chiarire se la Solanina/ide è presente in altre specie di
vegetali.
- Evitare di introdurre Solanina per inalazione, cosa che
fondamentalmente si ottiene tenendosi lontano dal fumo di tabacco attivo e passivo.
- Evitare il contatto con la Solanina di altre mucose come
quella congiuntivale che viene pure aggredita dal fumo attivo e passivo di tabacco.
- Evitare il contatto della Solanina con la pelle, maneggiando
le Solanacee.
Per ottemperare al punto B. si ricorrerà
alla titolazione della Solanina nel plasma, nelle urine ed eventualmente su tessuti, di
gruppi di persone volontarie:
1) colpite da psoriasi, che non siano in un
qualsiasi trattamento specifico da almeno un mese, ad alimentazione abituale, la prima
volta e, successivamente, ogni 40 giorni, per almeno sei mesi, in assenza di trattamento
specifico e di introduzione di Solanina secondo quanto indicato nel punto A.
2) sane, corrispondenti a ciascun malato
per caratteristiche somatiche e ambiente di vita, una prima volta ad alimentazione
abituale e, successivamente, ogni 40 giorni, per almeno sei mesi, in osservanza delle
norme conseguenti a quanto indicato nel punto A.
Qualora si osservassero livelli di Solanina
uguali sia nei sani che nei malati, si dovrà procedere alla verifica della presenza della
Solanina direttamente a livello della lesione mediante tecniche di immunocitochimica.
È nostro intendimento procedere in questo
senso e darne successivamente conto.
Si dovrà verificare se lintervento
precoce sul malato, anche mediante leliminazione dalla dieta delle Solanacee o di
cibi che le contengano, possa impedire leccesso proliferativo delle cellule con
Psolanum 1 e ostacolare la cronicizzazione della malattia.
La ricerca dovrà anche chiarire se
esistano fattori funzionalmente simili alla Solanide, ad esempio Vit. D o Vit. A alterate
per cattiva conservazione di prodotti che le contengano, come carne, pesce in scatola o
latticini. A proposito dei derivati del latte, va ricordato che, per linsolubilità
della Solanina in acqua, è possibile che questa, se eventualmente presente, si possa
concentrare nei grassi, durante le lavorazioni dei prodotti caseari.
Sarà opportuno inoltre verificare
lesistenza o meno di anticorpi anti Solanina cross-reagenti con fattori Vit. D
analoghi.
Sul fronte della nutrizione dovrà
affrontarsi limpatto di una dieta senza Solanacee e sul fronte
dellinquinamento ambientale si dovrà porre grande attenzione allennesimo
probabile danno del fumo di tabacco sia attivo che passivo. |