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durata undici anni, su 10 persone di età variabile da 18 a 40 anni, affette da psoriasi
volgare diffusa, cinque delle quali geneticamente imparentate, tutte di elevato livello
culturale e tutte estremamente interessate a capire la malattia cutanea di cui sono
portatrici e a trovare un rimedio, ha portato alla identificazione di parecchi alimenti
implicati nel peggioramento e nella ricaduta della malattia.
Tali alimenti, tutti di origine vegetale,
sono costituiti dalle parti comunemente edibili di piante della famiglia botanica delle
Solanacee e cioè pomidoro, melanzane, peperoni, patate comuni. Recentemente si è cercato
di identificare quale composto comune a tutti questi vegetali potesse essere responsabile
degli eventi da noi osservati e lattenzione è stata attirata dalla Solanina (5)
nella sua componente Solanide.
(a)
Tale molecola, inalata, assorbita a livello
cutaneo o ingerita, può portare a un legame con il recettore per la vitamina 1,25 (OH)
D3, geneticamente alterato, più favorevole rispetto ai regolatori endogeni della crescita
cellulare, ma nello stesso tempo non in grado di legarsi sul DNA e quindi impedire
liperplasia cutanea.
Lassunzione di tale molecola in tempi
diversi, un assorbimento eccessivo della stessa o un suo alterato catabolismo possono
portare a una concentrazione critica delle sostanze a livello cellulare, mettere in crisi
il sistema che controlla la crescita cellulare e indurre la lesione psoriasica.
Tale fattore, di per sé non sufficiente,
sarebbe, però, necessario per fare esplodere un sistema difettoso; infatti luso, a
livello farmacologico, dei regolatori della crescita cellulare porta a un apparente
riequilibrio del sistema ma non sufficiente a produrre una guarigione stabile; si verifica,
anzi, una sorta di cronicizzazione del processo in un certo stadio della malattia e, a
volte, alla ripresa della stessa dopo sospensione della terapia.
Una prima concordanza con il nostro
sospetto è stata trovata nelle osservazioni di ODoertherty e al. (1988) e di Naldi
e al. (1992) che indicano il tabacco come corresponsabile delle manifestazioni
psoriasiche.
Anche la pianta del tabacco è una
Solanacea e la eventuale assunzione di Solanina nei fumatori può avvenire per inalazione
della stessa, mista a vapore, proveniente da una sorta di distillazione in "corrente
di vapore" nel sistema "tubo" (di carta nella sigaretta, di foglia nel
sigaro, cannello nella pipa), mentre il rapporto è più diretto nel caso di masticatori e
negli annusatori di tabacco.
La Solanina, contenuta nei vacuoli
cellulari vegetali, aumenta in prossimità delle ferite e tale accumulo sembra essere
correlato con una aumentata resistenza nel confronto di patogeni come Fusarium Avenaceum e
Fusarium Cruleum.
In prossimità delle gemme la
concentrazione della Solanina può arrivare allo 0,05%; aumenta, ancora, nella patata in
prossimità della germinazione e nei tuberi verdi (1) (21). Questo può portare a
ingerirne quantità considerevoli per varie cause, in tempi diversi.
LAlcaloide Solanina (a) è
unalcalonammina formata da un trisaccaride ramnosio galattosio glucosio unito
allaglicone Solanide.
Lo studio strutturale teorico rivela una
somiglianza sorprendente della Solanide (b), derivata per glicolisi dalla Solanina, con la
struttura della Vit. D3 (c). Quella si deposita principalmente nel fegato e nel tessuto
adiposo (4); dati i tempi di dimezzamento, da trentaquattro a sessantotto giorni, risulta
evidente che può accumularsi nellorganismo.
La Solanide (b)
ha lanello ciclopentafenantrenico,
una funzione OH terziaria, una funzione amminica terziaria capace di formare sali con
acidi.
La Vit. 1,25 (OH) D3 (c)
ha una funzione OH terziaria, un anello di
base ciclopentafenantrenico aperto tra C9 e C10, una funzione polienica formata da doppi
legami coniugati.
La Vit. 1,25 (OH) D3 (c) (16)
determina la differenziazione del cheratinocita sia nellindividuo sano, sia nel caso
del malato di psoriasi, con la guarigione della lesione cutanea (anche se non sempre). Con
lo stesso meccanismo agisce il calcipotriolo (d), analogo della Vit. D3 attivata, ma che
ha minori effetti sul metabolismo del calcio (11).
(d)
Quindi le cellule dellepidermide che
esprimono tale recettore, responsabili, in relazione al ciclo di maturazione, di alcuni
momenti della storia che causa la psoriasi, sembrano sottrarsi allazione
equilibratrice delle sostanze contenenti doppi legami coniugati come la Vit. D3 o suoi
analoghi e retinoidi a seguito della presenza dellaglicone Solanide che agirebbe in
competizione, apparentemente stabile, per gli stessi siti recettoriali, mascherandoli o
rendendoli difficilmente accessibili.
Per futura necessità esplicativa si
indicherà il recettore supposto anomalo per la Vit. 1,25 (OH) D3 con il termine Psolanum
1.
In altre parole il blocco di Psolanum 1
impedirebbe la maturazione del pre-cheratinocita che proseguirebbe nella sua
proliferazione come in presenza di soluzioni di continuo della cute.
Lipotesi formulata prevede che:
- la Solanina/ide ostacoli il recettore del cheratinocita,
sospettato di essere anomalo nei malati, per la Vit. D3, impedendo a questa di legarvisi
ed esercitare la sua azione, con il conseguente avvio del processo iperproliferativo,
seguito dalla componente infiammatoria (si ricorda che tale recettore è presente anche
sui linfociti T); supponendo che tale recettore possa non essere ubiquitario sulla cute
dello psoriasico, si può spiegare la variegata distribuzione delle lesioni.
La solanide nel punto 1 impedisce l'attacco della
Vitamina D3 e dei suoi analoghi per maggiore affinità al recettore geneticamente alterato,
pertanto impedisce il blocco della proliferazione cellulare

- Stante la capacità della Solanina e del suo derivato di
indurre lesioni delle membrane cellulari (12) (21), si può ipotizzare che possa dar luogo
a un fenomeno di Koebner generalizzato.
Nel fenomeno di isoreattività di Koebner
una soluzione di continuo della cute innesca la proliferazione delle cellule epidermiche e
non, presenti con Psolanum 1. Queste stimolate nella loro attività proliferativa, danno
lavvio alla lesione psoriasica.
Con lo stesso meccanismo si può spiegare
linsorgenza delle lesioni in zone della cute sottoposte a microtraumi quali le sedi
estensorie del corpo.
In entrambe le ipotesi (A. e B.) la
recidiva locale delle lesioni può essere collegata a una modificazione qualitativa della
popolazione cellulare epidermica, nel senso che prende il sopravvento una stipite con
recettore cellulare Psolanum 1 alterato.
Ciò troverebbe conferma nel fatto che la
lesione guarisce, e non recidiva, mediante la sua asportazione fisica (Zachariae, 1995)
(27).
- Lazione della Solanina/ide può esplicarsi mediante la
sua interferenza con lacetilcolinesterasi modificando gli stimoli regolatori nervosi
a livello cutaneo (5).
- Lazione della Solanina/ide potrebbe ostacolare gli
enzimi epatici o renali idrossilanti la Vit. D3.
- Tutti i meccanismi su esposti o una loro miscellanea.
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