| Solanina |
Psolanum 1 |
Solanide |
Calcipotriolo |
| Psoriasi |
|
Al
momento si attribuisce al termine psora il significato di squama larga, ma originariamente
psora (gr. Psoriasis) significava scabbia e questa (lat . scabies) è derivata dal verbo
latino scabere che, tradotto, indica grattare. Probabilmente tutto ciò che provocava
"grattamento" veniva indicato in tempi andati con psora senza distinzione
delleziologia.
La psoriasi è una malattia cutanea che
interessa circa il due per cento della popolazione nordamericana ed europea (13).
Essa ha importanti implicazioni individuali
e sociali interferendo sullattività lavorativa, sulle relazioni sociali,
sullumore e sullequilibrio psichico dellindividuo colpito (6, 8).
Mentre, per quanto riguarda gli aspetti
clinici, la psoriasi è ben conosciuta da studiosi, medici e pazienti, sotto il profilo
eziologico e patogenetico vi sono ipotesi e teorie non sempre concordanti per il numero,
la complessità e le interferenze dei vari possibili fattori che concorrono a
determinarla.
Ciò giustifica i non brillanti e
incostanti risultati finora ottenuti dai vari trattamenti terapeutici e dagli interventi
preventivi.
Sembra di poter affermare che a determinare
lo stato noto come psoriasi concorrano una componente genetica, ereditaria o derivante da
mutazione dello zigote, e una componente acquisita dallambiente (25).
Per quanto riguarda la componente genetica,
si tratterebbe di ereditarietà poligenica (o mutazione poligenica), con implicazione del
braccio lungo del cromosoma umano 17 (11, 15, 18).
Per quanto riguarda la componente derivata
dallambiente, questa comprenderebbe fattori psiconeurologici (10), cause
immunologiche (6, 25) e alimentari (2) (17) (20), sostanze ad azione antigenica o
biochimica, penetranti attraverso cute e mucose, con qualche riserva per i fattori
psicologici e immunologici che possono contenere una componente genetica.
La lesione psoriasica si estrinseca con una
aumentata proliferazione delle cellule epiteliali, con accelerato e anomalo processo di
cheratinizzazione e sfaldamento dellepitelio cheratinizzato sottoforma di squame di
dimensioni variabili, con evidenziazione del letto epidermico-dermico iperemico, con
capillari dilatati, infiltrato di cellule immunitarie per un concomitante processo
infiammatorio.
La lesione psoriasica è difficilmente
isolata, presentandosi pressoché sempre multipla e si manifesta, sotto il profilo
clinico, in forme diverse di psoriasi tanto da giustificare le definizioni di Psoriasi:
Anulare |
Buccale |
Circinata |
Diffusa |
Discoide |
Eritrodermica |
Fattizia (fenomeno di Koebner) |
Figurata |
Follicolare |
Geografica |
Givata |
Guttata |
Invertita |
Inveterata |
Nummulare |
Ostracea |
Puntata |
Rupioide |
Squamocrostosa |
Squamosa |
Universale |
Sotto il profilo eziologico
una componente genetica può trovare espressione nellalterazione del recettore
(espresso da un gene) della Vit. 1,25 (OH) D3 presente a livello del citoplasma e/o in una
alterazione del DNA responsivo al complesso Vit. D3 attivata-recettore, inibente la
proliferazione cellulare e pertanto dare luogo a un sistema critico, benché funzionante,
che può essere sopraffatto da cause esterne, portare alla iperproliferazione epiteliale,
quindi alla successiva desquamazione, provocare poi una lesione cutanea che richiama a
difesa le cellule immunocompetenti e scatenare la lesione infiammatoria sottostante.
Unaltra alterazione genica del DNA
(nellambito del poligenismo) potrebbe portare alla aumentata attività di fattori di
crescita delle cellule epiteliali epidermiche (25), oppure condurre allattivazione
dei linfociti T ed, eventualmente, di altre componenti immunitarie, sia cellulari che
umorali (26) e dare il via alla lesione.
Queste diverse alterazioni possono avere
espressività e penetranza quantitativamente differenti e, combinandosi in varia misura,
possono spiegare le differenti manifestazioni della malattia, dalle più blande e sfumate
alle più complesse e generali, complicazioni a parte (9).
La considerazione che la malattia colpisce
individui in età adulta e infantile, il riscontro di livelli normali della Vit. D3
attivata (16) negli stessi, il fatto che il tempo intermitotico dei cheratinociti dello
psoriasico in vitro sia uguale a quello dei cheratinociti normali (14) fa ipotizzare che
il sistema vacilli per cause esterne: ad esempio a livello dellinterazione Vit. D3
attivata-recettore, per la formazione di un complesso non in grado di interagire con il
DNA relativo.
Losservazione, poi, che alcuni
individui resistono allazione del calcipotriolo, specie nei soggetti con lesioni
psoriasiche "vecchie", accentra lattenzione sul recettore quale portatore
di unanomalia che ne permette il funzionamento ma che può entrare in crisi in
presenza di mutati fattori biochimici.
Nellambito della componente
ambientale si è vista la partecipazione di alimenti, e proprio a proposito di questi è
nostro intendimento intervenire. |